martedì 19 maggio 2015

Il Presidente dell' Associazione Geografica di Napoli insiste :l’eruzione imminente farà un milione di morti !Si deve iniziare a sfollare la zona !!!!

Il Presidente dell' Associazione Geografica di Napoli insiste :l’eruzione imminente farà un milione di morti !Si deve iniziare a sfollare la zona !!!!

Il Geografo partenopeo La Femina , dopo essersi incontrato con suoi colleghi austriaci e americani , deduce che he l’esplosione del vulcano in quindici minuti porterebbe alla devastazione l’intero golfo di Napoli .
“Il Vesuvio che “dorme” dal 1944 esploderà con una potenza mai vista ed in appena quattro minuti inghiottirà già 5 o 6 Comuni della zona rossa”. È quanto afferma l’ingegnere fluidodinamico nella sua ultima relazione che ricalca, e rende ancora più tremenda, rispetto a quella dello scorso anno in cui gli orizzonti per gli abitanti del Vesuviano non erano già affatto buoni. “Una colonna di gas, cenere e lapilli si innalzerà per duemila metri sopra il cratere – dice l’esperto – Valanghe di fuoco rotoleranno sui fianchi del vulcano alla velocità di 100 metri al secondo con una temperatura di 1.000 gradi centigradi, distruggendo l’intero paesaggio in un raggio di sette chilometri, spazzando via strade e case, bruciando alberi, asfissiando animali, uccidendo forse un milione di esseri umani in appena 15 minuti”.
Si tratta di un’ipotesi documentata, frutto di studi approfonditi con la sola incognita della data in cui tutto ciò si verificherà: “Questo purtroppo non possiamo prevederlo – precisa il professor La Femina – Certo non sarà tra due settimane, però sappiamo con certezza che il momento del grande botto arriverà”.
La Femina sulle basi di Dobran ha progettato un simulatore vulcanico globale: si tratta di un modello informatico in grado di ricostruire le passate eruzioni dei vari vulcani, e quindi anche del Vesuvio, per descrivere quelle future.Sono pronto anche a pubblicarlo comunica in modo tale da rendere pubblico tutto cio' sia alla popolazione in rischio sia agli amministratori locali che tutto fanno tranne interessarsi del caso .
Inoltre ribadisce il geografo napoletano , che nel mondo ci sono migliaia di vulcani attivi e la popolazione che interagisce con i luoghi sà che sotto un vulcano non si costruisce . Ciò è frutto della totale ignoranza del popolo vesuviano che dal dopo guerra non si interessano del caso e hanno perso coscienza storica degli eventi sismici del passato . Negli ultimi duecento anni piu' del 70 % dei napoletani , non sà che il Vesuvio è eruttato piu' di 15 volte e questa totale strafottenza  sarà fatale .
“Il simulatore vulcanico globale – continua il geografo  – dopo aver analizzato i dati, ha disegnato uno scenario infernale: appena 35 secondi dopo l’esplosione il fungo di gas e ceneri incandescenti ha già raggiunto i 3mila metri di altezza, da dove collassa lungo i fianchi del cono. Ore  dopo, la valanga ardente si trova già a due chilometri dal cratere. In tre ore  ha già raggiunto Ottaviano, Somma Vesuviana e Boscoreale. In quattro ore  sono spacciate Torre del Greco ed Ercolano. Sessanta secondi dopo è la volta di Torre Annunziata . 
Pubblichiamo i comuni a rischio 
"Entro 45 giorni, il Dipartimento Nazionale di Protezione civile, d'intesa con la Regione Campania e sentita la Conferenza Unificata, fornirà indicazioni alle componenti e alle strutture operative per aggiornare le pianificazioni di emergenza in caso di evacuazione della zona rossa. Per farlo, queste avranno quattro mesi di tempo.
La nuova zona rossa - ha ricordato Cosenza - comprende i territori di 25 comuni della provincia di Napoli e di Salerno, ovvero 7 comuni in più rispetto ai 18 previsti dal Piano di emergenza del 2001. Alcuni comuni della nuova zona rossa sono stati considerati interamente, sulla base dei loro limiti amministrativi; per altri, i Comuni stessi, d'intesa con la Regione, hanno individuato solo una parte di territorio.
Le disposizioni entrate in vigore riguardano: l'area da sottoporre ad evacuazione cautelativa per salvaguardare le vite umane dagli effetti di una possibile eruzione, soggetta ad alta probabilità di invasione di flussi piroclastici (zona rossa 1, per la quale valgono le limitazioni urbanistiche date dalla Legge Regionale n.23 del 2001) e di crolli delle coperture degli edifici per importanti accumuli di depositi di materiale piroclastico (zona rossa 2), ed individuata complessivamente quale «zona rossa» da evacuare in caso di allarme vulcanico dato dal Dipartimento nazionale di Protezione Civile; l'assistenza alla popolazione dell'area vesuviana cautelativamente evacuata, che viene attuata anche ai gemellaggi, ossia all'accoglienza garantita da altre Regioni e province autonome; le indicazioni per l'aggiornamento delle pianificazioni di emergenza.
Complessivamente si è passati da circa 550.000 abitanti a circa 700.000 abitanti da evacuare. Tutti i 25 comuni che rientrano nella zona rossa del Vesuvio - ha evidenziato l'assessore Cosenza - hanno fatto richiesta del finanziamento previsto per i piani di emergenza di protezione civile, il cui bando è scaduto il 4 aprile scorso, ed usufruiranno dei fondi europei che la Regione Campania ha messo a disposizione.
In tal modo - ha fatto notare Cosenza - i Comuni interessati avranno risorse adeguate per predisporre piani di emergenza a misura di cittadino, vere e proprie semplici istruzioni per l'uso".
LA NUOVA ZONA ROSSA DEL VESUVIO
La zona rossa è l'area da evacuare cautelativamente in caso di ripresa dell'attività eruttiva del Vesuvio, in quanto ad alta probabilità di invasione da parte di flussi piroclastici ed elevato rischio di crolli delle coperture degli edifici per accumuli di depositi di materiale piroclastico. Comprende 25 comuni delle province di Napoli e Salerno ed in particolare, per intero in zona rossa 1 i territori dei comuni di: Boscoreale, Boscotrecase, Cercola, Ercolano, Massa di Somma, Ottaviano, Palma Campania (parte in zona 1 e parte in zona 2), Poggiomarino (parte in zona 1 e parte in zona 2), Pollena Trocchia, Pompei, Portici, Sant'Anastasia, San Gennaro Vesuviano (parte in zona 1 e parte in zona 2), San Giorgio a Cremano, San Sebastiano al Vesuvio, San Giuseppe Vesuviano, Somma Vesuviana, Terzigno, Torre Annunziata, Torre del Greco, Trecase, e Scafati (tutto in zona 2) e parte dei territori dei comuni di: Napoli (parte della circoscrizione di Barra - Ponticelli - San Giovanni a Teduccio), Nola e Pomigliano d'Arco (enclave nel territorio di Sant'Anastasia).

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